La nuova Vigevano secondo il Polo Laico

Vigevano, Marzo 2023

Che Vigevano sia una città sulla quale pochi, negli ultimi 60 anni, hanno speso un pensiero lo si denota sin dai suoi accessi, disorganizzati e per nulla attrattivi, come d’altronde buona parte della città stessa che sconta il disordine legato alla crescita improvvisa del periodo del boom economico, la mancanza di scelte urbanistiche d’impatto, il disastro del settore immobiliare causato dalle improvvide scelte effettuate nel primo decennio degli anni 2000 e l’incuria che tutt’oggi risalta sia in centro che in periferia.

Ecco perché riteniamo che la modalità di definizione del Piano di Governo del territorio (PGT) debba vivere una modificazione in senso partecipativo che come associazione culturale ci siamo sentiti di stimolare.

Ecco perché presentiamo oggi, secondo quanto illustrato nell’avviso pubblicato dal Comune di Vigevano, le nostre idee sul futuro di Vigevano.

IL CONTESTO
1- La pandemia del 2020 ha cambiato notevolmente la vita di molte persone. Sia in seguito ad essa e sia per la bolla speculativa che ha investito Milano, un importante numero di cittadini ha dovuto cercare, e lo sta ancora facendo, nuove soluzioni lavorative e abitative trovandole oltre i confini della metropoli. Vigevano, in parte a causa delle scadenti connessioni viabilistiche e molto per l’assoluta inerzia e per la scarsa attrattività, non è riuscita finora a intercettare chi ha dovuto allontanarsi da Milano.
2- L’Amministrazione vigevanese continua a sostenere lo storico ruolo di città industriale. Stanno invece emergendo altri settori, agri-food-tech e turismo su tutti che, benché attualmente marginali, sono in crescita costante e meriterebbero di essere esplorati con convinzione.
3- Vigevano perde cittadini e l’innalzamento dell’età media, contenuto finora soltanto dall’immigrazione dall’estero (attualmente anch’essa però in calo), deve essere contrastato su più livelli, principalmente rendendo la città appetibile per i giovani e per le famiglie locali stimolandole a restare e, non secondariamente, incentivando l’arrivo di nuovi cittadini dall’esterno. Contestualmente, l’aumento dell’età media richiede una migliore fruibilità della città da parte di cittadini con necessità diverse rispetto a quelle giovanili.

LA CITTA’ ATTUALE
Vigevano a nostro avviso presenta potenzialità elevate dal punto di vista dell’attrattività. Un elenco sbrigativo può contenere il Ticino, il posizionamento nella campagna lomellina ma a soli 40 km dal cuore economico d’Italia e dal secondo aeroporto nazionale, la presenza di asset
architettonici e di una struttura urbanistica storica di un certo rilievo con punte di unicità, quali il complesso Piazza Ducale-Castello Sforzesco e l’antico borgo della Sforzesca.
Di converso presenta ancor più numerose criticità, quali le scadenti connessioni già citate, servizi pubblici sempre meno efficienti, scarsa pulizia e cura, poco verde urbano funzionale, scarsa cultura e organizzazione turistica, nessuna strategia prospettica sui grandi contenitori cittadini, offerta commerciale poco innovativa e soprattutto schiacciata dai grandi insediamenti a discapito del commercio di vicinato, nessuna politica efficace di recupero abitativo e funzionale delle frazioni, nessun progetto di connessione fra Ticino e città, piste ciclabili scarsamente interconnesse e pertanto di utilità relativa.

LE PROPOSTE
1- Anzitutto a nostro avviso è fondamentale il rilancio urbanistico e funzionale del centro città. Un ruolo fondamentale avrebbe la rivalutazione complessiva dell’area Fiera-Parri con il raddoppio della superficie verde del parco attraverso l’utilizzo dell’attuale area mercato, un vuoto urbano unico in città per centralità e potenzialità che per cinque giorni su sette viene destinato a disorganizzato parcheggio pubblico. Il restauro del corpo centrale dell’ex Macello con destinazione da definire ma che può prevedere un mercato coperto oppure la sede-vetrina di enti territoriali (es. Ecomuseo, Progetto Y25, altri), gli spazi esterni della struttura, in contiguità con quelli del lascito Pensa da immaginare come nuovi spazi urbani a disposizione della socialità cittadina, l’utilizzo come orto didattico o come area verde con percorso vita del cortile interno del Palazzo Esposizioni, nonché quello dell’ala attualmente utilizzata per la formazione, per progetti ancora indirizzati alla stesso scopo oppure come incubatore per start up della filiera agri-food-tech, completerebbero il rilancio di un’area già ricca di servizi per i cittadini che di fatto si pone, anche nelle intenzioni originarie, come “centro” alternativo ma contiguo a quello storico. Ampie sarebbero le possibilità di sviluppo urbanistico messe in moto da un intervento integrato sulla zona a cui agganciare quello sociale e commerciale innescando un circolo virtuoso funzionale a migliorare l’offerta cittadina rivolta sia ai residenti che ai forestieri, siano essi occasionali o in cerca di nuove soluzioni di vita al di fuori della metropoli milanese (vedi allegati 1 e 2). Resta sottointeso che la città si rilancerà soltanto con la ripresa degli investimenti pubblici, come testimoniato dalla scarsa significatività di quelli privati, osservata in questi anni, quali innesco di crescita socio-economica. Come avvenuto ovunque gli investimenti privati seguiranno certamente una volta stabilito che l’Amministrazione crede così tanto nelle potenzialità di un progetto strategico da investirci direttamente. (Fig. 1 e 2 a fondo pagina)


2- Superamento dell’attuale barriera formata dai passaggi a livello, almeno all’altezza di quello di corso Pavia con innesto nel parcheggio della stazione e sbocco su Viale Mazzini. Vigevano ha necessità di essere ricucita, recuperando le connessioni fra le parti di città che la ferrovia divide. Nello stesso parcheggio della stazione andrebbe anche previsto un innalzamento con struttura leggera per aumentarne la capienza favorendo così le politiche di esclusione progressiva delle auto dal centro (già in atto in Paesi e città virtuose) e per fornire un riferimento ai turisti.
L’elevazione di un nuovo piano di parcheggio potrebbe anche liberare una nuova area destinabile ai camper a poca distanza dal centro storico e da tutti i servizi. Esattamente al contrario di quella esistente e poco utilizzata (attualmente addirittura chiusa), localizzata oltre la circonvallazione interna, lontana dai servizi e seminascosta. In Italia dal 2014 al 2021 le immatricolazioni di caravan e autocaravan sono cresciute del 78% e la Lombardia è al terzo posto per prenotazioni fra le regioni italiane dopo Toscana e Veneto: questo tipo di turismo non può essere trascurato da una città come Vigevano, vicina alla metropoli, immersa nel verde e nella storia, cerniera di territori.  (Fig. 3 a fondo pagina)


3- Modifica della destinazione d’uso dell’ampio terreno comunale sito in Brughiera con creazione di un parco verde destinato principalmente, ma non solo, agli eventi musicali. Un intervento di questo genere potrebbe avere una valenza multipla perseguendo simultaneamente gli intenti della legge regionale 31 sul risparmio di suolo, migliorando la qualità estetica e sociale del quartiere adiacente , rivalutando l’aspetto di almeno uno dei brutti accessi cittadini e infine rendendo disponibile un’area per eventi, alternativa al cortile del Castello Sforzesco.

4- Ripensamento delle funzioni e delle possibilità di sviluppo delle frazioni cittadine: servizi, collegamenti ciclabili con il centro realmente fruibili, facilitazioni al recupero edilizio, by pass viabilistico della Sforzesca, a tutela di un borgo storico unico. Il tutto finalizzato a non disperdere un patrimonio e soprattutto a incentivarne il ripopolamento.

5- Va presa alla lettera la modalità inserita dall’Amministrazione nelle linee di indirizzo nelle quali indica che “partendo da una aggiornata analisi dello stato di fatto con particolare riferimento ai recenti insediamenti commerciali, verrà individuata la disciplina per nuovi insediamenti di medie strutture di vendita, anche ridefinendo le soglie di superficie di vendita e rivalutando le possibilità insediative all’interno dei tessuti urbani della città consolidata e del centro storico.”. Occorre che detta analisi venga affidata a professionisti terzi di comprovata esperienza e che una volta individuata la necessità si passi anche a valutare l’impatto di dette strutture sul piccolo commercio, quantificandolo come già avvenuto in altre realtà per poter individuare conseguentemente metodologie di sostegno a quest’ultimo.

6- La legge 2013 n° 40 nell’articolo 6 comma 1, stabilisce che i Comuni devono incrementare gli spazi verdi urbani e le cinture di verde intorno a nuove costruzioni soprattutto per ridurre l’effetto “isola di calore estiva”. Una città come Vigevano, con un’elevata età media, deve pensare a rendere efficaci tali prescrizioni, andando anche oltre, per rendersi fruibile dalle fasce più fragili della popolazione. Una popolazione anziana e fragile, per muoversi e utilizzare i servizi della città avrà sicuramente facilitazioni da percorsi svolti fra viali freschi e piazze alberate, con panchine dove sedersi e riposare lungo tragitti integrati, con la possibilità di rinfrescarsi e idratarsi, grazie a fontane e fontanelle. Piccoli accorgimenti che, se previsti, rendono più semplice l’inclusione sociale e migliorano la fruibilità e in definitiva anche l’attrattività cittadina.

CONCLUSIONI
Questo è il nostro contributo, la nostra visione di Vigevano, che pensiamo possa costituire un suggerimento agli estensori del prossimo PGT, che dovrà fornire gli strumenti per disegnare questa nuova città, vitale, aperta, funzionale al “vivere bene” che è la frontiera da offrire ai cittadini seguendo quell’approccio “One health” che racconta di uno stato di equilibrio e di salute raggiungibili sulla base dell’intima relazione tra la salute e l’ambiente in cui si vive, considerando l’ampio spettro di determinanti che da questa relazione emerge. One Health, secondo la Organizzazione Mondiale della sanità, è un approccio integrato e unificante che mira a bilanciare e ottimizzare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi che sono tra loro strettamente collegati e interdipendenti. Chi si approccia alla definizione futura di una città non può non tenere conto di questa visione, fornendo le chiavi per una maggiore sostenibilità e per una maggiore attenzione alla salute, alla socialità e al lavoro.

*= le immagini, fornite amichevolmente dagli autori, servono esclusivamente a illustrare il concetto espresso dal testo e non intendono in alcun modo rappresentare progetti definiti che esulano dalle finalità di questo documento.
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Fig. 1 Arch. Valerio Oddo*


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Fig. 2 Arch. Lino Portaluppi*


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Fig. 3 Lino Portaluppi*